Iter Procedurale

Avviate fin dai giorni successivi al terremoto del 24 agosto, le attività relative alla salvaguardia dei beni culturali sono realizzate secondo le disposizioni emanate il 21 settembre dal Soggetto Attuatore del Mibact-Ministero per i beni e le attività culturali e il turismo, arch. Antonia Pasqua Recchia nominata con Ordinanza n. 393 del 13 settembre 2016.
La struttura di riferimento è individuata nella funzione Beni culturali della Direzione di Comando e Controllo (Dicomac), che ha il ruolo di monitorare e supportare le attività avviate dai Centri di coordinamento regionale. La funzione comprende referenti del Dipartimento della protezione civile, tecnici del Mibact e del Comando Carabinieri-Tutela Patrimonio Culturale. Per garantire il necessario raccordo istituzionale, i tecnici del Mibact sono presenti anche all’interno dei Centri di coordinamento delle quattro regioni colpite – Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria – con la funzione di garantire un collegamento tra i Centri e le Unità di Crisi Coordinamento regionale (Uccr) del Mibact.

Ambito di applicazione delle procedure
Le procedure riguardano gli interventi che coinvolgono beni vincolati o di interesse culturale. Per gli interventi che coinvolgono beni vincolati o di interesse culturale ma prioritariamente finalizzati alla tutela della pubblica incolumità, al ripristino dei servizi o della viabilità valgono le procedure per la messa in sicurezza temporanea post-sismica descritte nella nota del 15 settembre 2016 (“Attivazione dei Gruppi tecnici di sostegno presso i Centri di coordinamento regionale”).

Le procedure per i sopralluoghi speditivi o di primo livello
Sono realizzati da tecnici regionali Mibact, sulla base di segnalazioni o riscontri diretti, per avere un quadro generale del danno subito dal patrimonio culturale. Gli esiti dei sopralluoghi di primo livello costituiscono un elemento importante per la definizione delle priorità degli interventi.

Le procedure per i sopralluoghi di secondo livello
Sono realizzati da squadre sono composte da tecnici regionali Mibact ed esperti strutturisti provenienti da Università e Centri di competenza del Dipartimento della Protezione Civile. Nel caso in cui i sopralluoghi interessino la zona rossa o di grave danneggiamento dell’immobile, le squadre sono integrate anche da unità dei Vigili del Fuoco. Se invece l’immobile è sottoposto a sequestro giudiziario, occorre ottenere il nulla osta dell’Autorità giudiziaria tramite il Comando dei Carabinieri-Tutela Patrimonio Culturale. Ogni giorno la funzione Beni culturali della Dicomac e i Centri di coordinamento regionale ricevono il report con gli esisti dell’agibilità degli edifici. A loro volta i Centri di coordinamento regionale trasmettono gli esiti di agibilità alle autorità competenti per l’adozione delle misure urgenti a tutela della pubblica incolumità.

Le procedure per gli interventi di messa in sicurezza dei beni culturali immobili e mobili
Le attività di messa in sicurezza dei beni culturali immobili vincolati o di interesse culturale sono pianificate e realizzate nell’ambito dei Centri di coordinamento regionale da tecnici Mibact con il supporto dei Vigili del Fuoco o dei Centri di competenza. Nel caso specifico del recupero dei beni culturali mobili – tele, statue, beni archivistici, ecc – la Dicomac può attivare, su richiesta dei tecnici regionali Mibact, anche squadre di volontari di protezione civile specializzate. In entrambi i casi, se l’immobile vincolato su cui si interviene è sottoposto a sequestro giudiziario, occorre sempre ottenere il nulla osta dell’Autorità giudiziaria tramite il Comando dei Carabinieri-Tutela Patrimonio Culturale. L’ordine di priorità degli interventi è individuato dal Soggetto Attuatore per i beni culturali, in coordinamento con il Soggetto Attuatore dei Vigili del Fuoco, sulla base delle indicazioni pervenute dai tecnici regionali Mibact.